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Sono passati trent'anni dalla pubblicazione del libro ma non c'è una sola considerazione che sia inattuale, scontata, superata. Mantiene intatta la sua lucidità, la sua carica “sovversiva” contro un mondo che ha continuato tenacemente la sua folle corsa verso l'autodistruzione.
Non c'è giorno che non mi chieda perché non vogliamo fare nulla per rallentare o invertire un processo che sembra trascinare tutto e tutti verso una fine inevitabile. Tra la valanga di considerazioni e giustificazioni più o meno sensate, una in particolare vale la pena sottolineare, ovvero la qualità dell'informazione.
In una società come la nostra, la cultura, la consapevolezza e la capacità di decidere della nostra vita si giocano come mai prima era avvenuto, sull'informazione e sui tentativi sistematicamente deliberati di nascondere la verità, perché c'è una verità. Una verità sistematicamente taciuta, contraffatta, distorta, preconfezionata, omogeneizzata, edulcorata fino a renderla ridicola, banale.
Ma come, si dirà, in una società come la nostra, democratica, pluralistica, certo non manca l'informazione! Questo è il vero dramma. La gente pensa di sapere, pensa di poter decidere, pensa di essere informata solo per la facilità di poter fare zapping, di leggere 3 o 4 quotidiani , che dicono tutti immancabilmente la stessa cosa.
Poi incontri per caso una frase, un articolo, un libro, guardi una foto e... cavolo, dici, ma questa che roba è, fammi vedere..... Allora si apre un mondo e ti accorgi della bolla in cui viviamo.
E se i creatori di bolle sono sempre più numerosi e scaltri e le loro tecniche sempre più raffinate, c'è bisogno, c'è estremamente bisogno, oggi più che mai, di chi, come Speciani, come Gaber, come Beppe Grillo (scusate gli audaci accostamenti), abbia dedicato e dedichi la sua vita, a far scoppiare queste grandi bolle (e balle).
Luca Serpi
Radda in Chianti (SI)
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