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Il test del Delta Psi (Delta Psi Weighting Test): lo strumento logico-matematico per «misurare l'anima» (1973)
trascrizione di Redazione Eurosalus
Dopo avere scoperto statisticamente l'interferenza della componente intangibile dell'uomo (l'anima) nella sua patologia degenerativo-endogena, compreso il cancro, rimaneva il compito di misurarla per trasformare questa conoscenza in vantaggio. Le grandezze psicologiche sono nate con la psicofisica di G. T. Fechner, professore di fisica all'Universita di Lipsia, autore (1850) della prima legge della nuova disciplina: S = K log e M + C che significa in chiaro: «La grandezza soggettiva di una sensazione è misurata dal logaritmo della grandezza fisica del suo stimolo». In questo difficile campo è possibile ricordare pochi altri nomi, tra i quali L. L. Thurstone (1920), S. S. Stevens (1957) e, per la prima correlazione degli eventi con la salute e la malattia, A. MAYER e la sua Life Chart del 1945 (Commonsense Psychiatry). Dal 1967 in poi il J. of Psychosomatic Research pubblicò una serie di ricerche dovute a T. H. Holmes e collaboratori (Rahe, Masuda, Wyler, Harmon, Komaroff, T. S. Holmes) di Seattle, U.S.A., su una metodica nuova di indagine psicosomatica, la S.R.R.S. (Social Readjustment Rating Scale) e la S.I.R.S. (Seriousness of Illness Rating Scale di Masuda, 1968). Essa dovrebbe misurare il valore stressante degli eventi o almeno di un elenco di 43, che vanno dalla morte della moglie al licenziamento, alla multa. Il valore numerico assegnato ad ogni evento era la media (nel primo lavoro) delle valutazioni soggettive di 394 intervistati, circa la fatica del riadattamento sociale correlata a ciascun evento elencato, relativamente a un valore arbitrario di 500, assegnato da Holmes al matrimonio. Le grandezze espresse, nella media geometrica, variavano da un massimo di 1.079 a un minimo di 40. La motivazione delle «scale» risiede nel fatto, clinicamente accertato da numerose ricerche, che al di sopra di un certo valore annuo di stress possono comparire malattie a base psicosomatica, funzionali e no. Anche lo psichiatra di Yale (U.S.A.) E. Paykel, per curare causalmente i suoi pazienti affetti da depressione (break-down) usa una graduatoria di 61 eventi analoga a quella di Holmes, salvo i valori della scala, assai più bassi. *BRPAGE* CRITICHE ALLE SCALE ATTUALI Lo studio critico delle scale esistenti rivela un certo numero di carenze e di equivoci. Alcuni sono di rilievo immediato, per esempio in Paykel il vizio di selezione (il suo universo sperimentale era di soli depressi) e la scala troppo corta, quindi insufficientemente selettiva. Il lavoro del gruppo di Seattle, proseguito per anni su tutte le possibili varianti di correlazione, rivela un trattamento e una elaborazione computerizzata perfino eccessive; tuttavia il loro risultato non è soddisfacente. Il metodo, applicato in tutto il mondo da molti ricercatori, ha raccolto tanto lodi quanto critiche: in particolare Rubin, Aponte, Miller, Dekker e Webb, Cochrane e Robertson, e Bieliauskas, hanno segnalato la sua incapacità di predire la comparsa clinica di malattie a base psicosomatica, e quindi di fornire un tempestivo aiuto psicologico ai soggetti interessati. Quest'ultimo passo dovrebbe invece essere la finalità precisa di ogni misura dello stress: cioè il riconoscimento preventivo della condizione di rischio psicosomatico, riducendo la cui intensità si potrebbe attuare una effettiva profilassi dell'intero ventaglio delle malattie psicosomatiche, tutte così difficili da guarire una volta instauratesi: dall'ulcera gastroduodenocolitica all'infarto miocardico... al cancro. La carenza di capacità predittiva della SRRS, documentata ma non spiegata dagli AA. precitati, è stata da me correlata (1973) a una serie di difetti logici che inutilizzano l'enorme massa di dati raccolti e la loro sovrabbondante elaborazione statistica. Il difetto fondamentale consiste nella valutazione dell'EVENTO (cioè dello stimolo stressante) invece che della REAZIONE dell'uomo stimolato (il vero coinvolgimento psicosomatico o STRESS). Un secondo, altrettanto importante, è la mancata relazione tra l'insorgenza dello stress e il TEMPO (cioè il suo superamento o «digestione»). Un terzo è la mancata discriminazione tra eventi gratificanti e NON. Anche assumendo che lo stress sia ambivalente, le sue opposte POLARITÀ tendono a ridurlo, non a sommare le opposte grandezze. Per esempio, se l'intensità-stress di una bozza in testa è per un bambino di 30, e quella della placante carezza materna di 20, non è vero che i due eventi insieme segnino 30 + 20 = 50. Al contrario, come ci insegnano l'esperienza e il buon senso, la loro somma è algebrica: +30 -20 = +10. Ancora, non è stato considerato che molti degli eventi relativi ad altre persone sono soggettivamente solo NOTIZIE, coinvolgenti più o meno a seconda non solo della variabile PROSSIMITÀ della persona direttamente interessata, ma anche dei diversi modi di trasmissione dell'evento-stimolo, cioè delle sue caratteristiche di MEDIAZIONE. Ancora, non è stato tenuto conto dello stato di REATTIVITÀ del sistema psicosomatico eccitato, al momento dell'impatto dello stimolo. Inoltre, per quanto riguarda lo standard di riferimento, la scelta del Matrimonio = 500 appare arbitraria, visto che l'esperienza NON È universale (per il fine scala superiore è stata perciò scelta, nel nostro sistema, la MORTE = 1.000). E finalmente occorre eliminare - come non ha fatto Holmes - la variabilità tra i casi del medesimo evento (morte della moglie, di un amico, di un conoscente...) assegnando a ciascun evento un VALORE NATURALE, caratteristico e immutabile (mentre l'effettiva intensità del coinvolgimento psicosomatico è invece modulata in ciascun caso dai parametri di Prossimità, Mediazione e Reattività). *BRPAGE* IPOTESI PER UNA LEGGE Sulla base di queste critiche è stato possibile delineare una legge generale quantitativa, relativa al funzionamento del sistema psicoorganico interessato dall'evento. 1) L'ipotesi di base presuppone l'esistenza di una grandezza, (Psi, detta «tono psicosomatico basale») che evolve con continuità nel tempo quando il sistema biologico non è eccitato, mentre subisce alterazioni discrete (cioè discontinue) quando è eccitato, nell'ambito di due soglie di tolleranza, superiore e inferiore (come ogni costante biologica, dalla glicemia al tono arterioso al numero dei leucociti o dei globuli rossi...) al di fuori delle quali il sistema non è più in equilibrio. 2) Le variazioni dello Psi (il , Delta Psi, cioè il coinvolgimento psicosomatico) si suppongono determinate dalle interazioni di entrata (E) e di uscita (U) che il sistema della Psiche ha con le altre sfere del «sistema uomo», nel modello operativo dell'Uomo Integrato (vedi cap. 3). In ordine qualitativo si identifica con E (impulso eccitatorio di entrata) la «registrazione mnesica (nel senso di E. De Bono) cosciente» dell'evento; e con U (impulso liberatorio di uscita) la «scarica emotiva automatica». Il coinvolgimento psicosomatico è espresso quantitativamente dal prodotto di E per U con l'equazione seguente: (1)
La relazione temporale tra l'entrata (E) e l'uscita (U) è nel probabile ordine di grandezza dei millisecondi, quindi per tempi trascurabili in confronto alla durata globale del fenomeno ; esse sono perciò considerate, agli effetti pratici, coincidenti nel tempo reale rispetto alle costanti di tempo proprie al sistema. Ma perché il prodotto e non la somma? Chiarisco il concetto con un semplice esempio: se un cinese è investito da un sanguinoso insulto, però espresso nella lingua finlandese a lui ignota, l'Evento sussiste, ma la Reazione manca. Perciò non deve essere 1 + 0 = 1, bensì 1 • 0 = 0. 3) L'impulso liberatorio di uscita (U) può essere ipotizzato come determinato dalla eccitazione di entrata (E) corretta per i parametri già descritti di prossimità ( ), mediazione ( ) e reattività ( ) il che lo rende calcolabile quantitativamente. Cioè: (2)
dove una funzione di tempo (F(t)) tiene conto dell'andamento temporale della U (t) e va definita in modo che per t = 0 sia F (t) = 1. 4) L'andamento nel tempo della F(t) viene ipotizzato come esponenziale decrescente, per tener conto dell'attenuazione che la risposta di uscita subisce, a mano a mano che ci si allontana dall'istante di eccitazione. Ciò porta perciò ad esprimere la U, in funzione di E e del tempo t, come segue: (3)
5) L'espressione della legge data nell'equazione (1), che descrive il «coinvolgimento psicosomatico» (o ), ripete perciò lo stesso andamento nel tempo della U(t), e quindi assume la forma definitiva seguente: (4)
avendo semplicemente sostituito nella (1) l'espressione della U data in (3). E questa, finalmente, non è altro che la forma operativa dell'equazione generale della legge, cioè:
In termini verbali la (4) si esprime come segue: «L'intensità della variazione del tono psicosomatico ( ) indotta da un evento (E) è calcolabile con il quadrato del valore naturale dell'evento stesso, corretto per i parametri di prossimità, mediazione, reattività (  ) ed è una funzione esponenziale decrescente del tempo (t) a costante temporale (t) caratteristica dell'evento». Un appunto importante: la struttura della formula operativa (4) e stata semplificata al massimo per convenienza d'uso. Per esempio, visto che in essa si verifica il caso di una vera transduzione, cioè di un processo di trasmissione di energia in un sistema, nell'ambito del quale la stessa energia si modifica (dal «valore naturale» dell'Evento alla «variazione quantitativa» del Tono Psicosomatico) avrebbe dovuto essere inserita, per precisione analitica, anche una funzione di transduzione. Questo però avrebbe imposto di ricorrere all'impossibile integrale di un termine (l'Evento) ancora di sostanza qualitativa; il passaggio e stato perciò scartato, come oltretutto inutile. ... ... ... |