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Redazione   

23 febbraio 1921: nasce ad Asso (Como) ma vive e lavora a Milano. Liceo classico al Parini. Servizio militare ad Aosta, come alpino.

Durante la guerra, come studente in medicina, viene assegnato a compiti di Sanità in Serbia (secondo Federico Stellari) o Croazia. Molti dei suoi racconti sono riferiti ad esperienze Montenegrine.

Per la sua ottima conoscenza dell'inglese, lavora come giornalista per l'agenzia di stampa Reuter.

1945: laurea in medicina all'Università degli Studi di Milano, con pieni voti assoluti e lode.

1946: sposa M. Pia Pratolongo, e tra il 1947 e il 1962 nascono sette figli. Nell'ordine: Cristina, Elena, Sandra, Paolo, Attilio, Francesca, Luca.

Affianca alla attività istituzionale, la sua attività libero professionale, che manterrà attiva fino all'ultimo. Questa si aggiunge al suo imponente impegno di ricercatore, pubblicista scientifico e giornalista.

1946-47: medico interno presso la Clinica Tisiologica (Milano, prof. Carpi).

1948-49: assistente e operatore presso il comparto di Chirurgia Toracica dell'Istituto Forlanini (Policlinico S. Matteo, Pavia).

1945-52: assistente presso la cattedra di Anatomia e Istologia Patologica (Milano, prof. P. Redaelli). Nella sua vita farà spesso riferimento a sè come Anatomo Patologo, dato l'alto valore di conoscenza che questo tipo di esperienza ha in lui generato negli anni.

1947: specializzazione in Tisiologia e malattie dell'apparato respiratorio, con pieni voti assoluti e lode.

1947: il CNR gli assegna una borsa di studio nazionale “per compiere studi sulla TBC e sulle neoplasie come sintomo polimorfo di una comune e univoca condizione patologica dell'organismo”.

Dal 1948, dirige per nove anni diversi organismi locali e centrali del Consorzio Antitubercolare (AT) della provincia di Milano (CPA). Il lavoro si concreta in numerose pubblicazioni a orientamento medico-sociale. Dal 1949, consulenza diagnostica AT per l'Istituto Provinciale per la Maternità.

Anni '50: è tra i fondatori del “Carroccio Medico” - un quindicinale medico fortemente impegnato sui temi sociali - e prepara, con G. C. Abba e F. Tono, il piano INAM-Medici che viene attuato dal 1960.

Dagli anni '50 è consigliere del centro regionale, e poi nazionale, di Educazione Sanitaria di massa. Cura personalmente film e libri di profilassi dedicati alle scuole. Come esperto di CPA e di ES, partecipa a commissioni e simposi di importanza nazionale e internazionale.

Nel 1962, al Congresso nazionale di Tisiologia (Genova) presenta un rapporto sulla “Incidenza dell'immigrazione sulla morbosità tubercolare” che verrà ampiamente ripreso nei convegni successivi, nazionali e internazionali. Tema tuttora di grande attualità.

1960: pubblica Il mestiere di medico, oggi che vince nel 1961
il Premio nazionale di Giornalismo medico.

Sempre nel 1960 fonda la rivista “Vita e Medicina”, un tentativo pionieristico di parlare seriamente di salute al pubblico generico.

E' autore di numerosissimi articoli e comunicazioni scientifiche, e collabora regolarmente con testate specialistiche e dirette al pubblico. La sua visione personale della medicina tende a suscitare tensioni e ostilità  nell'establishment medico italiano. Sono invece caldi e fecondi i rapporti con maestri e colleghi stranieri, dal tedesco Baltrush all'accademico delle Scienze sovietico Balitsky.

1964: è abilitato alla libera docenza in Medicina Sociale presso l'Università di Milano. Negli anni '70 è il presidente regionale lombardo della Società Italiana di Medicina Sociale.

1972: a Basilea, unico italiano relatore al  Workshop mondiale della Croce Rossa sul futuro della medicina. Qui getta le basi della “Teoria psicosomatica del cancro”.

1975: a Roma, chairman di gruppi di lavoro al III congresso internazionale di Medicina Psicosomatica.

1977: presenta al IV congresso (Kyoto) la sua relazione “Delta Psi in Cancer and Related Diseases”.

1979: chairman di gruppi al V congresso mondiale di Medicina Psicosomatica(Gerusalemme).

1976: Pubblica L'uomo senza futuro, in cui espone il progetto teorico della medicina che pratica, la “medicina integrata”.  Il libro ottiene nel 1977 il primo premio della società italiana di Psicosomatica.

1978: fonda la libera associazione di Medicina Integrata, da cui nasce nel 1981 la Scuola postuniversitaria di Medicina Integrata.

1982: Pubblica Di cancro si vive, “un invito ad affrontare il problema-cancro in un modo diverso, prima che sia troppo tardi”.

29 luglio 1983: muore a Chanlève (Aosta), per un ictus. Viene tumulato nella tomba di famiglia, nel cimitero di Civenna (Como), luogo da sempre a lui caro.

Il convegno internazionale “Cancro perché”, da lui progettato, viene tenuto in ottobre 2003 a Milano, a sua memoria.